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I "Mondi" Impossibili Di Escher

Creazioni di mondi che non possono esistere

«Maestro, che cos'è l'arte?» «Volete sentire la risposta dei filosofi o dei ricchi che decorano le loro stanze con i miei quadri? O volete invece la risposta del gregge belante che - a voce e con la parola lodo o biasima le mie opere?»
«No, Maestro, qual è la tua personale convinzione?»
Dopo poco Apollonio rispose:
«Se vedo, sento o provo qualcosa che un altro uomo ha fatto, se posso riconoscere una persona dall'impronta che lascia dentro di sé, la sua intelligenza, la sua volontà, i suoi desideri, la sua lotta, - tutto questo, per me, è arte.»
I. Gall, "Theories of Art"

  1. Mondi Simultanei
    Vedere due mondi diversi nello stesso identico luogo e nello stesso tempo, ci fa sentire come se fossimo in balia di un incantesimo. Non è propio possibile: dove c'è un corpo, non può essercene un altro.
    Dobbiamo allora inventare un nuovo termine per questa condizione di impossibilità o parafrasarla: ciò che assume lo stesso posto nello stesso momento. Solo un artista ci può dare questa illusione e suscitare in noi una sensazione eccezionale, un'esperienza dei sensi del tutto inedita.
    Dal 1934 in avanti, Escher progettò composizioni nelle quali cercava coscientemente di ottenere questa «simultaneità di presenze».
    Sapeva unire in una sola opera due, a volte tre realtà, in modo tanto naturale che l'osservatore pensa dentro di sé: sì, è del tutto possibile; in questo modo posso cogliere nello stesso tempo due o tre mondi.
    Nel 1934 nacque Natura morta con sfera riflettente, (fig.1) litografia sulla quale si specchiano non solo il libro, il giornale, l'uccello magico perisano e la bottiglia, ma anche, indirettamente, tutta la stanza e l'artista stesso. Una semplice costruzione derivata dalla geometria ottica ci insegna che tuttto questo mondo riflesso si trova in un piccolo settore all'interno della sfera riflettente e che, in teoria, l'universo intero, con eccezione della parte appena dietrola sfera, potrebbe specchiarsi in una sfera simile.
  2. Mondi Impossibili
    • Concavo o Convesso?
    • Collegamenti Impossibili
    • Il Quasi Infinito
  3. L'infinito
    In un articolo pubblicato nel 1959 Escher giustificò ciò che lo spingeva a rappresentare l'infinito:
    «L'uomo è incapace di immaginare che in qualche punto al di là delle stelle più lontane nel cielo notturno lo spazio possa avere fine, un limite oltreil quale non c'è che il <nulla>.
    Il concetto di <vuoto> ha per noi un certo significato, perchè possiamo almeno visualizzare uno spazio vuoto, ma il <nulla>, nel senso di <senza spazio> è al di là delle nostre capacità d' immaginazione. E' per questo che l'uomo è venuto a giacere, sedere, stare in piedi, a strisciare e camminare sulla terra, a navigare, cavalcare e volare sopra di essa (e lontano da essa), ci siamo aggrappati a illusioni, a un al di là, a un purgatorio, un cielo e un inferno, a una rinasciata o a un nirvana, che esistono tutti eternamente nel tempo e in interminabilmente nello spazio.»

Natura morta Goccia di rugiada
Natura morta con sfera riflettente, fig.1 Goccia di rugiada, fig.2