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La Genesi Della Sua Opera

I "Mondi" Di Escher

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La Genesi Della Sua Opera

Temi
1. Strutture dello spazio
Paesaggi Compenetrazione di Mondi Solidi Matematici Astratti
2. Strutture del Piano
Metamorfosi Cicli Approssimazioni all'Infinito
3. La Relazione Tra Spazio e Superficie in Rapporto all'Immagine
L'Essenza Della Rappresentazione Prospettiva Figure Impossibili

Strutture dello spazio

L'opera di Escher consiste di una serie di stampe che hanno per tema soprattutto paesaggi mediterranei e dell'Italia del Sud, prodotte quasi tutte prima del 1937, e di ulteriori 70 opere (dopo il 1937) di impronta matematica.
In questi settanta quadri Escher non si ripete mai. Ripetizioni si presentano solo in opere eseguite su commissione.
Nei lavori a tema libero si ha l'impressione che Escher si trovi quasi sempre in un viaggio di esplorazione e che ogni quadro sia un «reportage» dei suoi ritrovamenti.
Per farsi un'idea della sua operanon solo si deve analizzare accuratamente ogni singolo quadro, ma leggere tutti i settanta come se rappresentassero un «giornale di bordo» delle esplorazioni di Escher. Questo viaggio interessa tre campi corrispondenti in un certo senso ai tre temi che possiamo distinguere all'interno delle sue opere a sfondo matematico.

Se si osserva l'opera nella sua totalità, si nota che anche nelle stampe con tema paesaggistico anteriori al 1937 non viene cercato tanto il lato pittorico quanto, piuttosto, la struttura.
Dove questa non sia completamente a disposizione, come per esempio nel caso di vedute di rovine, Escher non se ne interessa.
Nonostante il suo soggiorno decennale a Roma, al centro dei resti monumentali della cultura dell'antichità, Escher dedicherà loro appena qualche quadro e anche le visite a Pompei non hanno lasciato traccia alcuna nella sua opera. Dopo il 1937 non si occuperà più di strutture spaziali, analiticamente. Non lascia lo spazio intatto come lo trova, ma realizza una sintesi nella quale diversi spazi appaiono, nello stesso tempo, in uno e unico quadro con logica convincente.
I risultati li vediamo in quadri nei quali diversi spazi si intersecano reciprocamente. L'attenzione per figure e forme strettamente matematiche si svilupperà solo più tardi e si fonderà sull'ammirazione delle strutture dei cristalli.
All'inteno si questo tema (spazio-struttura) si distinguono tre categorie:
a) Paesaggi
b) Compenetrazioni di mondi diversi
c) Solidi matematici astratti

Il Ponte Tre mondi Stelle
Il Ponte Tre Mondi Stelle


Strutture del Piano

Lo sviluppo di questo tema comincia con l'interesse per la divisione regolare del piano, indotta in Escher in modo perticolare dalle visite all'Alhambra.
Dopo uno studio intenso, che gli costò molta fatica, non essendo Escher un matematico, egli elaborò un complesso sistema per la suddivisione regolare del piano, sistema che avrebbe più tardi suscitato la meraviglia di cristallografi e matematici.
Non ci sono composizioni che tematizzano esclusivamente questa divisione del piano. La si trova solamente nei suoi album si schizzi.
Escher la usa però nei lavori dedicati alla metamorfosi, nella quale figure strettamente matematiche si mutano lentamente in altre forme ben riconoscibili: esseri umani, piante, animali, case, etc.
Anche nelle opere dedicate ai cicli, nelle quali fase iniziale e finale sono interscambiabili, viene di norma utilizzata la divisione regolare del piano.
Da ultimo, la divisione regolare del piano si ripresenta (come tema) delle sue approssimazioni all'infinito.
Allora, però, la superficie non viene riempita con figure congruenti, bensì uniformi. Questo implica problemi più complicati e questo genere di quadri apparirà più tardi.
La struttura del piano si pone alla base di tre gruppi di quadri:
a) Metamorfosi
b) Cicli
c) Approssimazione all'infinito

Metamorfosi Rettili Limite del cerchio
Meamorfosi Rettili Limite del Cerchio


La Relazione Tra Spazio e Superficie in Rapporto all'Immagine

Escher stesso si sentì presto costretto a confrontarsi con la situazione di conflitto che è propria di ogni rappresentazione spaziale: tre dimensioni devono essere rappresentate su di una superficie bidimenzionale. Escher espresse il suo stupore a proposito di questo problema nei suoi «quadri conflittuali».
Egli sottopone le leggi della prospettiva, che dal Rinascimento valgono per la rappresentazione spaziale, a una valutazione critica, di ricerca, e trova nuove leggi che illustra nei suoi quadri prospettici.
La suggestione spaziale sulla superficie del quadro può portare a intuire sulla superficie stessa, mondi che tridimensionalmente non possono esistere.
La figura sembra essere la proiezione di un oggetto tridimensionalesu una superficie, eppure non è altro che una figura che non potrebbe esistere nello spazio.
In quest'ultima catergoria ritroviamo tre gruppi di composizioni:
a) l'essenza della rappresentazione (spazio conflittuale-superficie)
b) prospettiva
c) figure impossibili

Drago Profondità belvedere
Drago Profondità Belvedere